22 luglio 2012

I Simulacri

More about I simulacri

Autore: Philip K. Dick
Genere: science fiction
Voto: 5 (deludente)

Ho un amaro in bocca dopo aver letto questo libro: l'argomento è attualissimo e, come al solito per Dick, di inquietante preveggenza rispetto ai suoi tempi. La narrazione è però farraginosa. La prima metà del libro è quasi illeggibile, i personaggi sono introdotti in maniera caotica e poco approfondita e la trama è difficilmente comprensibile. La seconda parte è più godibile, ma, in definitiva, mi sembra un romanzo piuttosto scadente considerando il livello dickiano.

02 giugno 2012

I Segreti del Vaticano

More about I segreti del Vaticano

Autore: Corrado Augias
Genere: tra il saggio storico, il pettegolezzo, la diceria e tutto quello che nel taccuino di appunti di Augias riguardasse anche lontanamente il Vaticano.
Voto: 4 (senza capo né coda)

Sembra un minestrone di materiale messo insieme senza nessun filo logico e senza una consecutio temporum. Il più deludente tra i libri di Augias che ho letto finora. Perdibile senza rimpianti.

14 maggio 2012

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine


More about La casa per bambini speciali di Miss Peregrine

Autore: Ransom Riggs
Genere: fantasy
Voto: 7 (6 per la storia, 8 per il contorno)

Storiella in bilico tra il thriller, il fantasy e lo storico, con un pizzico di sentimento. Il tutto condito da bellissime foto, un ottimo design grafico ed uno stile accattivante. Non da premio Nobel per la letteratura, ma si legge tutto d'un fiato.

23 giugno 2009

La Paura e la Speranza

More about La paura e la speranza.

Autore: Giulio Tremonti
Argomento: Saggio Politico
Voto: 3 (6 per la Paura, 0 per la Speranza)

Tre aggettivi: No-Global, illiberale, catto-fascista.

Leggere questo libro è stato molto utile per capire le linee guida del governo Berlusconi IV, dettate dal vero ideologo della destra italiana, il ministro dell'economia Giulio Tremonti.
L'opera di Tremonti è divisa in due parti:

1.
"La Paura" non è altro che l'analisi del recente passato ed, in particolar modo, della globalizzazione dell'economia e dei mercati finanziari.
2.
"La Speranza" sono invece le risposte di Tremonti per superare la crisi italiana ed europea.

L'analisi cerca di spiegare quello che è successo al mondo dopo l'introduzione del WTO (organizzazione mondiale del commercio) e soprattutto dopo l'ingresso della Cina e dei paesi emergenti in questa organizzazione.

In più Tremonti sottolinea la degenerazione della finanza che ha portato l'Occidente sull'orlo della bancarotta, soprattutto con l'ultima crisi dei mutui sub-prime americana, alimentata da speculazioni con gli strumenti derivati anche su titoli di debito come i mutui.

Tremonti è chiaramente un no-global illiberale e colbertiano, ma la sua analisi è sostanzialmente corretta e condivisibile. Il ministro ha infatti capito quali sono i pericoli della globalizzazione per una Europa che esporta ricchezza ed importa disoccupazione e povertà.

Questo lo pone ad un livello sicuramente più elevato rispetto ai no-global di sinistra che criticano la globalizzazione pur non avendone capito i meccanismi ed i pericoli.

L'analisi è però chiaramente illiberale perché ripropone il rafforzamento delle autorità statali e comunitarie per sopperire ai difetti del mercato.

La sua differenziazione tra "liberismo" e "mercatismo" mi ha lasciato abbastanza perplesso, poiché la teoria liberale classica si basa appunto sulla preminenza del mercato e sul ruolo marginale dello Stato nell'economia.

La ricetta tremontiana è invece opposta, tanto che il ministro del tesoro vede nel ritorno in auge della "politica" e dei "valori" l'unico modo per superare la crisi di stagnazione, che pervade l'Europa da ormai molti anni.

Paradossalmente Tremonti affibbia tutte le colpe alla sinistra, sia quando si è comportata in maniera statalista, sia quando si è comportata in modo liberale, cercando di esportare a tutto il mondo l'economia capitalista di mercato.

La maggiore critica è proprio quella di aver fatto entrare i paesi in via di sviluppo nel WTO troppo in fretta, se si confronta col cinquantennio necessario per maturare il mercato comune europeo.

Mercatismo sfrenato e degenerazione della finanza sono quindi i mali che hanno portato l'Europa sul baratro, ma quali sono le risposte per uscire dalla crisi?

Tremonti, da buon liberale a parole, propone la classica ricetta fascista del Dio, Patria e Famiglia, rivisitata e rimodernata in 7 parole d'ordine: Valori, Famiglia e Identità, Autorità, Ordine, Responsabilità, Federalismo.

Per i primi tre termini è chiara la volontà di uniformarsi alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica e Tremonti dichiara apertamente che non esiste speranza senza spiritualità e senza il ritorno di Dio al centro della vita pubblica italiana ed europea.

Chiaramente il nostro buon Giulio si è studiato il programma che ha portato George W. Bush alla rielezione sfruttando proprio il richiamo a Dio, molto sentito anche nel nostro paese a causa della prossimità del Vaticano.

Dio dunque è il punto di riferimento spirituale, i valori giudaico-cristiani sono la base della civiltà e della identità europea e la famiglia è vista esclusivamente nel modello classico.

Niente Dico, Pacs o convivenze etero od omosessuali sono contemplate nel piano tremontiano.

Su Ordine ed Autorità c'è poco da dire, se non che il pensiero parte proprio da una critica del '68, responsabile di aver abbattuto questi due cardini della società auspicata dal Nostro.

Responsabilità e Federalismo sono in pratica due facce della stessa medaglia, dato che il federalismo fiscale si dovrebbe basare proprio sulla volontà di responsabilizzare la spesa degli enti locali.

Ma la vera chicca del libro, Tremonti la riserva proprio al finale: dopo aver criticato la sinistra per lo statalismo e per lo sviluppo drogato dalla spesa pubblica, cosa propone il ministro lombardo per dare una boccata d'aria alla sfiatata Europa? La emissione di Euro Bonds, ovvero per diminuire i debiti pubblici dei paesi europei, bisognerebbe fare indebitare l'Europa stessa.

Magnifico!

Non ci resta che toglierci il cappello davanti all'ideatore di un nuovo modello politico-economico: si unisce un pizzico di mercato a due cucchiaiate di statalismo. Si mescola il tutto con un substrato catto-fascista e la zuppa è pronta.

Povera Italia.

Una Stagione Selvaggia

More about Una stagione selvaggia

Autore: Joe Lansdale
Voto: 7

Pulp allo stato puro!

Merda, sesso, sangue e violenza.
Tutti gli ingredienti del pulp sono presenti in quest'opera di Lansdale.
I protagonisti risultano essere delle vere macchiette: il bianco macho, il nero gay, la bionda idealista, il ciccione complessato, lo sfregiato dopppiogiochista, ecc...
Il tutto condito dall'aura sessantottina.
In definitiva, un libro molto divertente da leggere ed accattivante, ma sicuramente non un capolavoro della narrativa.

15 luglio 2008

Il Grande Sonno

Immagine di Il grande sonno


Autore: Raymond Chandler
Argomento: Romanzo Noir
Voto: 7 Hollywoodiano

Se vi piacciono i detectives tutti d'un pezzo dei film americani degli anni '50, vi piacerà sicuramente la figura di Marlowe ed in modo particolare questo noir scritto in maniera tale da sembrare una sceneggiatura bella e pronta per Hollywood.

Lettura piacevole.

12 luglio 2008

Io Uccido

Immagine di Io uccido


Autore: Giorgio Faletti
Genere: Romanzo Giallo
Voto: 5 Noioso e Sopravvalutato

Ci sono talmente tanti colpi di scena, che a pagina 400 si è talmente annoiati da non vedere l'ora che il libro finisca.

L'identità dell'assassino si capisce quasi subito (anche senza essere degli esperti di gialli) e le trame di contorno sono così melense e scontate da lasciare una sensazione di deja-vu.

Noioso e sopravvalutato.

01 aprile 2008

Girolamo Simoncelli - La storia e la memoria

Autore: Marco Severini
Argomento: biografia
Voto: 7 (scarno ed agiografico)

La biografia del mio concittadino, il senigalliese Girolamo Simoncelli, scritta dal professor Marco Severini è sicuramente interessante e benvenuta, ma l'ho trovata estremamente scarna ed agiografica sulla figura del "martire della libertà".

In effetti è molto convincente la parte in cui Severini smonta la tesi accusatoria della Sagra Consulta, il tribunale ecclesiastico, con documenti dell'epoca mai presi in considerazione dalle precedenti biografie.

La condanna di Simoncelli fu infatti un mero omicidio politico, in un contesto in cui c'era stata una "rivoluzione", con l'avvento della Repubblica Romana, e una "restaurazione" con il ritorno del Papa a Roma grazie all'aiuto delle armate francesi, asburgiche e borboniche.

Essendo Simoncelli il principale esponente della Repubblica Romana a Senigallia, egli fu un facile capro espiatorio della repressione pontificia.

E' molto carente invece la parte che riguarda il rapporto tra Simoncelli, capo della Guardia Nazionale (la polizia dell'epoca), e la "Compagnia Infernale" o gli "Ammazzarelli" che infestò il senigalliese negli anni seguenti alla fuga del Papa a Gaeta e della Repubblica Romana.

Di questo rapporto non c'è alcuna analisi approfondita, ma l'autore si limita a citare dei documenti dell'epoca che dipingono il Simoncelli come un paciere tra questi gruppi anarcoidi ed i potentati del vecchio regime.

Il compito di Simoncelli sarebbe stato quello di reprimere con maggior vigore i gruppi sottoproletari guidati da Gaspare Francesconi, detto "lasagna", il cui rapporto col patriota senigalliese non appare ben chiaro.

In questo contesto si delinea l'incapacità di Simoncelli di mantenere l'ordine, cosa grave per un capo della polizia, e di fronteggiare una situazione molto complicata con maggior vigore.

Tra i suoi errori e le sue manchevolezze vanno dunque ascritti sia l'uccisione dei detenuti sotto la sua custodia alla Rocca di Senigallia, sia l'avventato arresto e il trasferimento ad Ancona del conte Arsilli (non Armellini come scritto in precedenza) e dei parenti di Pio IX (fatto con le più buone intenzioni, ma conseguenza dell'incapacità della polizia di garantire la sicurezza delle persone).

Insomma i tre capi di imputazione per cui Simoncelli fu condannato a morte hanno una certa logicità, non sono del tutto pretestuosi, anche se la pena appare assolutamente sproporzionata alla gravità delle colpe, invece l'autore sorvola del tutto su queste riflessioni incensando senza ritegno la figura, comunque positiva, del nostro concittadino.

Alla fine della lettura verrebbe da dire: "Simoncelli santo subito", mentre ci si sarebbe potuto aspettare un maggiore approfondimento ed un maggiore spirito critico.

Interessante la parte memorialistica con l'evoluzione della storiografia su Simoncelli e la diatriba tra laici e clericali sulle figure del patriota della Repubblica Romana e di Pio IX.

18 marzo 2008

Seppellite il Mio Cuore a Wounded Knee

Immagine di Seppellite il mio cuore a Wounded Knee

Autore: Dee Brown
Argomento: Storia degli Indiani americani
Voto: 9

Il libro di Dee Brown narra la storia del genocidio perpetrato dagli americani bianchi nei confronti dei pellerossa nativi, dai primi anni del XVII secolo, quando John Rolfe sposò Pocahontas, la figlia del re dei Powhatan, per assicurarsi l'amicizia degli indiani, fino al massacro dei derelitti Sioux di Piede Grosso a Wounded Knee, che pose fine alla grande nazione indiana del Nord.

Un genocidio perpetrato sistematicamente e con tutte le strategie conosciute: dal "divide et impera" di romana memoria, fino alla tecnica dei "trattati" firmati dal governo americano nei periodi di difficoltà, come negli anni della guerra civile, salvo poi rimangiarseli con la forza dell'esercito appena si scoprivano giacimenti auriferi o quando le strade e le ferrovie dovevano attraversare le riserve indiane.

Brown narra la storia dell'estinzione dei pellerossa dal loro punto di vista, superando i pregiudizi razziali e partendo dai documenti storici e dai discorsi dei capi delle grandi tribù.

Leggetelo se volete conoscere la storia della fine di grandi tribù come quelle dei Sioux, dei potenti Cheyenne, un tempo definiti "il popolo magnifico", dei Navaho, dei combattivi Apache, dei Kiowa, dei Comanche, dei Modoc della California, dei pacifici Ponca e degli Ute, che aiutarono i bianchi a combattere le altre nazioni indiane fino a quando l'uomo bianco decise che la loro terra doveva appartenergli e li sterminò.

Le epiche gesta di grandi capi come Nuvola Rossa, Cavallo Pazzo, Toro Seduto, Naso Aquilino, Kociss, Geronimo; uomini che combatterono per le loro terre contro avversari più forti militarmente e prodighi di false promesse.

Una "soluzione finale" che portò alla distruzione della cultura e della civiltà dei pellerossa.

Viva Israele

Immagine di Viva Israele


Autore: Magdi Allam
Argomento: Conflitto arabo-israeliano
Voto: 7

La storia di un egiziano che vive la metamorfosi dell'Islam, da un mondo aperto e pacifico, fino alla ideologia della morte per annientare il nemico israeliano.

La analisi di un profondo cambiamento dal punto di vista di un musulmano moderato, pefettamente inseritosi nel nostro paese.

Da leggere per comprendere i molti pregiudizi che ancora sussistono nei confronti di Israele e quali siano stati i veri profili e le vere intenzioni di molti personaggi famosi come Araft e di diversi gruppi palestinesi.

Peccato per il primo capitolo, veramente illeggibile, mentre il resto del libro scorre piacevolmente.

P.S. Con la conversione di Allam al Cristianesimo, penso che il senso del libro non cambi minimamente.
L'odio verso Israele e la volontà di annientamento degli ebrei sono il sintomo più evidente di una deriva estremista e nichilista dell'Islam.
E questo spiega anche perché Allam abbia preferito convertirsi.

28 febbraio 2008

Collasso

Immagine di Collasso


Autore: Jared Diamond
Argomento: saggio antropologico-ambientale
Voto: 9 Essenziale

Diamond riesce ancora una volta a spiegare temi complessi in maniera semplice e con una approccio assolutamente scientifico e non ideologico. In "Collasso" si analizzano società antiche e moderne ed i modi in cui queste società si sono approcciate con il loro ambiente di insediamento. Lo sfruttamento ambientale, i mutamenti climatici, i rapporti con i popoli vicini e le scelte più o meno razionali, portano i popoli a decidere il loro futuro. Successo o collasso, tutto dipende da come l'uomo riesce, in principio, a comprendere i problemi ed, in seguito, a trovare i giusti metodi per risolverli. Dagli insuccessi dei Vichinghi in Groenlandia, dai massacri del Ruanda, dai casi di due paesi gemelli come Haiti e la Repubblica Dominicana, in cui politiche diverse hanno portato ad esiti diametralmente opposti, fino a i problemi odierni in grandi paesi come Cina o Australia dobbiamo ricavare gli insegnamenti per evitare future catastrofi. Dai successi degli islandesi, o del Giappone possiamo invece apprendere come l'uomo abbia la possibilità di affrontare e risolvere le sfide ambientali e sociali. Peccato per la scarsa cura della edizione italiana, ma questo libro è una lettura essenziale per capire da dove veniamo e dove stiamo andando.

12 gennaio 2008

Mondo Senza Fine

Immagine di Mondo senza fine


Autore: Ken Follett
Genere: Romanzo Storico
Voto: 4 Tanta Bella Carta (Straccia)

Premetto che sto recensendo un libro che non sono sono riuscito a finire per il disgusto.

Ho letto 518 pagine su 1366 e penso di poter già trarre le mie conclusioni su quest' attesissimo sequel de "I Pilastri della Terra".

Il libro non è che una epopea stile Beautiful (si proprio il telefilm che va in onda da più di 20 anni su Canale 5) ambientata nel Medio Evo.

La storia, fin dove sono arrivato, è banalissima: i buoni sono sfigati ed i cattivi sono belli, ricchi e fortunati.
Il tutto condito da una ottima narrazione, in questo Follett è molto bravo, e da una bellissima ambientazione medievale con tanto di paesino rurale, gilde di commercianti, conti, baroni, monaci, contadini che amoreggiano (le scene di sesso si susseguono senza sosta), litigano, si ammazzano, ecc...
C'è pure il bis-nipote di Archimede che inventa qualcosa di nuovo ogni tre minuti.

Se tanto mi da tanto, il proseguo della storia sarà altrettanto banale: arriverà una calamità naturale, una pestilenza o qualcosa del genere che rovescia tutti gli equilibri: i buoni diventeranno fortunati belli e ricchi, mentre i cattivi moriranno tra grandi agonie o diverranno brutti e poveri, in un tripudio di sesso sfrenato (come nella prima parte del libro).

Insomma neanche perdo il tempo a finire questo tomo che comunque farà sempre la sua bella figura nella mia libreria, rivaleggiando in grandezza con i vocabolari di italiano e latino.

Sarà che i sequel sono sempre deludenti, ma da Follett mi aspettavo qualcosa di meglio!

20 novembre 2007

La Torre Nera

Immagine di La Torre Nera


Autore: Stephen King
Genere: Romanzo epico-avventuroso
Voto: 7,5 (una degna conclusione per una saga epica)


Fare un commento, su quest'ultimo capitolo della saga della torre nera, è spiacevole come raccontare agli amici le proprie vacanze appena terminate.

Ho impiegato quasi tre anni per terminare questo lungo viaggio leggendo tutti i sette libri, alcuni meravigliosi, altri un po' meno.

Nell'ultimo capitolo si possono trovare tutti i pregi ed i difetti dei primi sei.

King ha voluto scrivere un libro epico, con chiari riferimenti a Tolkien -la compagnia, la missione, il sacrificio, la lotta tra il bene ed i male e pure Mordred mi ha ricordato molto la figura di Gollum- con la bellissima ambientazione pseudo-futuristica-western-psicologica che è la vera genialità insita nella serie della Torre Nera.

Ci sono però anche i difetti: in certe parti il libro risulta veramente noioso e prolisso, quasi ridondante.
Si sarebbero potute tagliare almeno 2-300 pagine senza perdere l'atmosfera epica del racconto.

Il finale poi lascia alquanto perplessi, cosa che, a dire il vero, succede molto spesso nei libri di King.

Dovendo dare un giudizio a questo finale delle avventure di Roland di Gilead, devo dire che non mi ha convinto pienamente anche se i mondi inventati da King sono sempre affascinanti e consiglio vivamente la lettura di tutta la saga!

Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui

07 novembre 2007

Nelle Mani Giuste

Autore: Giancarlo De Cataldo
Argomento: Romanzo Storico
Voto: 6 (impalpabile)

Immagine di Nelle mani giuste

Un passo indietro gigantesco rispetto a Romanzo Criminale.

Si vede chiaramente che dietro al primo libro di De Cataldo c'era una conoscenza approfondita della storia della "Banda della Magliana" mentre in questo tutto è più fumoso e senza sostanza.

Si cerca di legare tutti gli avvenimenti con il solito complotto pluto-giudaico-massonico-fascista, dando più importanza alla fiction "rosa" che alla trama vera e propria.

Trama che si perde in mille rivoli senza dare una chiara indicazione di cosa voglia veramente raccontare l'autore: la vera storia d'Italia, la storia di Scialoja, o che?

Boh, lettura che lascia un po' interdetti e con l'amaro in bocca.

Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui

05 novembre 2007

Il Cacciatore di Aquiloni

Autore: Khaled Hosseini
Argomento: Romanzo
Voto: 8 (affascinante)

Immagine di Il cacciatore di aquiloni

La bella storia di un afghano sullo sfondo degli avvenimenti storici degli ultimi 30 anni di questo martoriato paese.

Finalmente un punto di vista diverso da quello occidentale che ci mostra cosa siano effettivamente l'Afghanistan ed i suoi abitanti.

Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui

Trilogia dell'Impero

Autore: Gore Vidal
Argomento: Saggio Politico
Voto: 8 (eterodosso)

Immagine di Trilogia dell'impero: La fine della libertà­Le menzogne dell'impero­Democrazia tradita


Un libro fondamentale per chi voglia avere un punto di vista non ortodosso sulla storia e sulla società americana degli ultimi 50 anni.

Molto sarcastico e pungente, Vidal non risparmia critiche a nessuno degli ultimi presidenti, mettendoli in relazione con i "padri fondatori" del grande stato americano per evidenziare la loro pochezza ed il loro rifiuto delle leggi fondamentali scritte nella costituzione.

Imperialismo, stato di guerra permanente, limitazione delle libertà personali, sottomissione dei mass-media e della politica alle lobby economiche, ingiustizia sociale sono solo alcuni dei temi affrontati dallo storico americano.

Un libro da leggere assolutamente per avere un quadro critico che ci permetta di comprendere anche ciò che sta avvenendo anche nel nostro paese.

L'unica pecca del libro sta nel fatto di essere una raccolta di discorsi e quindi risulta molto ripetitivo e alla fine un po' noioso.

Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui

16 febbraio 2007

Maledetti Americani

Autore: Massimo Teodori
Argomento: Saggio Politico
Voto: 7.5

Immagine di Maledetti americani

Massimo Teodori ci spiega, in poche pagine ed in modo molto semplice e diretto, perchè destra, sinistra e cattolici italiani abbiano tutti dei motivi di rancore verso gli americani.

Un risentimanto bipartisan che non ha mai permesso di avere con gli americani un rapporto franco di amicizia in cui chi sta con gli americani non sia solo un guerrafondaio o un edonista e chi li critica non sia per forza un comunista o un anti-occidentale.

Insomma alleati più per convenienza che per vera amicizia con coloro che, bisogna ricordarlo, ci hanno liberati dal fascismo e, grazie anche al piano Marshall, hanno favorito il nostro sviluppo economico del dopoguerra.

Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui

12 febbraio 2007

Vittime

Autore: Benny Morris
Argomento: Saggio storico
Voto: 9 (indispensabile)


Immagine di Vittime

Vittime è la storia del conflitto arabo-sionista dal 1881 al 2001.

Benny Morris è uno storico israeliano di sinistra che è stato pure in carcere per aver fatto obiezione di coscienza rifiutandosi di entrare nell'esercito.

Questa precisazione va fatta per capire da che ottica è stata scritta questa storia.

Lo stesso Morris, pur cercando di mantenere la massima imparzialità ed obbiettività, ammette di essersi basato su documenti israeliani anche perchè, di fatto, non esiste una raccolta scientifica e sistematica delle vicende in questione nel mondo arabo.

Vittime è dunque la storia di un conflitto che dura da più di un secolo e che ancora oggi è la scintilla che rischia di fare incendiare tutto il medio-Oriente.

La lettura di Vittime, come quasi tutti i libri prettamente storici, richiede un certo impegno e dedizione perchè i fatti, i personaggi e gli avvenimenti sono molti e ricordarsi gli eventi storici ci aiuta a capire anche ciò che avviene oggi, sfatando anche alcuni luoghi comuni che la dis-informazione scolastica e mediatica ci fa dare per scontati.

L'immigrazione sionista non inizia infatti dopo la Shoa e dopo la II guerra mondiale, ma già negli ultimi anni del XIX secolo a causa dei Pogrom russi e dell'ondata antisemita che pervase tutta l'Europa (famoso il caso Dreyfus reso celebre dal J'accuse di Zola nel 1894) .


Risale dunque al 1881 la prima ondata di immigrati ebrei in Palestina.

Già nel 1917, gli inglesi, con la Dichiarazione Balfour, si impegnano a favorire in Palestina una "Sede Nazionale" per il popolo ebraico.

Nel 1922 la Società delle Nazioni (che poi è diventata l'ONU dopo la II GM) conferma il mandato britannico sulla Palestina e la Trans-Giordania mentre Siria e Libano vengono assegnate alla Francia. Il trono dell'Iraq è assegnato al re Faysal. Questa divisione del territorio arabo, dopo la sconfitta dei Turchi ottomani che lo dominavano, è assolutamente arbitraria e causerà molti dei problemi che ancora oggi persistono nell'area (soprattutto nell'Iraq).

L'immigrazione sionista continua senza sosta, con gli ebrei che comprano a peso d'oro dei terreni pressochè semidesertici e all'epoca improduttivi. Gli ebrei avevano infatti molte ricchezze accumulate in Europa e gli arabi facevano grossi affari vendendo le loro terre.

Il sistema funzionò fino a quando il continuo flusso migratorio e l'alta fertilità degli ebrei li portò a diventare maggioranza in alcune porzioni di Palestina.

Risalgono infatti al 1929 e al 1936 le prime rivolte arabe.

Nel 1937 la Commissione Peel fu la prima a proporre la divisione del paese e il trasferimento degli arabi che si divisero in due fazioni una favorevole alla proposta e una contraria.

E' però la II Guerra Mondiale e l'alleanza degli arabi con l'Asse di Hitller e Mussolini a decretare la loro sconfitta.

Nel 1947 l'ONU sancisce la divisione della Palestina in due stati, uno arabo e uno ebraico con la grande diaspora degli ebrei verso la nuova "terra promessa" dopo le persecuzioni hitleriane.

Inizia così una guerra civile tra arabi ed ebrei che culminerà nel maggio del '48 con l'invasione di Israele da parte di una coalizione di stati arabi tra cui Egitto, Siria, Giordania, Iraq e Libano.

L'esercito israeliano riesce a sconfiggere ad uno ad uno gli invasori ed a rendere effettiva la nascita dello stato di Israele.

Serviranno altre due grandi guerre (nel '67 la guerra dei 6 giorni, e nel '73 la guerra del kippur) per dare ad Israele i confini attuali e per instaurare il clima d'odio che ancora pervade la regione.

Insomma una storia travagliata in cui Morris definisce "Vittime" entrambi i popoli, quello ebreo-israeliano e quello palestinese in una guerra che sembra non poter avere termine.

Tanti sono gli interessi in ballo nella regione e molte sono le convenienze a mantenere lo stato di guerra.

Gli stati arabi infatti hanno bisogno di un nemico esterno, di un capro espiatorio, per nascondere la assoluta incapacità dei loro governi a produrre risultati in campo economico e sociale nonostante le loro grandi ricchezze naturali.

A Israele conviene mantenersi in guerra perchè è di gran lunga più forte dal punto di vista militare e può mantenere facilmente il proprio status quo senza fare alcuna concessione ai palestinesi. Questo assunto è dimostrato anche dal fatto che Rabin, l'artefice degli accordi di pace del 2000, non fu ucciso da un arabo, ma da un fondamentalista ebreo.

Il libro di Morris è dunque un testo fondamentale per chiunque voglia comprendere la situazione mediorientale basandosi sui fatti e non sugli stereotipi e sulle falsità che ci vengono proposti dalla pseudo-informazione politico-partigiana imperante in Italia.

Indispensabile.


Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui

11 febbraio 2007

Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale

Autore: Erich Maria Remarque
Argomento: Romanzo Storico
Voto: 8

Immagine di Niente di nuovo sul fronte occidentale


La storia di un giovane, Paolo Baumer, e dei suoi compagni che, poco più che adolescenti, vengono sbattuti in prima linea nel fronte franco-tedesco durante la prima guerra mondiale.

I giovani si trovano faccia a faccia con l'insensatezza e la brutalità della guerra, in una condizione di vita che toglie loro gran parte dell'umanità laciandogli solo lo spirito di sopravvivenza.

Nella carneficina, gli amici di Paolo muoiono ad uno ad uno nella quasi indifferenza e con un fatalismo che vede nella morte l'unica certezza nel futuro prossimo di questi ragazzi.

Anche Paolo cadrà vittima di una granata proprio quando la guerra sembrava essere sul punto di terminare "nel 1918 in una giornata così calma e silenziosa su tutto il fronte che il bollettino del Comando Supremo si limitava a queste parole: niente di nuovo sul fronte occidentale".

Niente di nuovo, solo distruzione e morte, sempre la solita vecchia guerra.

Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui

La Guerra dei Dieci Anni

Autore: Alessandro Marzo Magno e vari altri
Argomento: saggio sulla guerra nella ex-Yugoslavia
Voto: 7.5

Immagine di La Guerra dei Dieci Anni


Un libro molto interessante per chi voglia capire i motivi che spinsero i vari popoli della ex-Yugoslavia a darsi battaglia tra loro tra il 1991, data della proclamazione di indipendenza della Slovenia, fino al 2001 quando Slobodan Milosevic, l'uomo che aveva spedito i carrarmati federali contro gli sloveni, venne finalmente rinchiuso in un carcere di Belgrado.

Il libro è molto dettagliato e sicuramente non di parte visto che denuncia le atrocità commesse da tutte le parti in causa, senza però tacere le gravi colpe di chi, cercando di mantenere una unità antistorica, cercò in tutti i modi di negare alle altre popolazioni la possibilità di autodeterminarsi.

Molto ben fatte sono anche le descrizioni dei vari leaders politici e militari che giocarono dei ruoli fondamentali nella guerra: da Milosevic, il comunista nazionalista serbo che cercò prima di preservare in tutti i modi l'unità nazionale e, in seguito, di aiutare i leaders serbo-bosniaci in virtù del pan-serbismo, ai vari Arkan, la tigre, Mladic, Karadzic, il leader dei serbo-bosniaci, Tudjman, il presidente croato nazionalista e fascista, fino al leader serbo-musulmano Izetbegovic.

Insomma una guerra di 10 anni è stata combattuta nel pieno dell'Europa, a due passi dall'Italia, sotto gli occhi delle truppe dell'ONU, che hanno assistito inermi a massacri (come a Srebrenica), e dei vari inviati di pace occidentali.

Serve dunque chiedersi il perchè ciò sia successo: dal libro emerge la teoria Huntingtoniana (citata esplicitamente) della guerra di civiltà.

Nulla teneva insieme tre popoli -i serbi, cristiano-ortodossi, i croati, cristiano-cattolici, e i musulmani- dopo la morte di Tito e dopo la caduta del comunismo.

Non sono solo l'ostinazione e la cecità dei dirigenti politici a non aver permesso una dissoluzione consensuale di un paese che è sempre vissuto in stato di guerra fin dalle invasioni turche del XVI secolo, fin dalle lotte tra russi ed austriaci che hanno fatto da scintilla alla I Guerra Mondiale, fin dalle lotte tra i fascisti croati e i comunisti serbi nella II GM che portarono alla vittoria di Tito ed all'unificazione dei popoli yugoslavi in uno stato tenuto assieme solo dall'ideologia comunista e dalla dittatura titina (un inqiuietante parallelo può essere fatto con l'odierno Iraq).

Il libro è comunque molto ben fatto anche se di lettura difficile perchè ci sono tantissimi nomi, tanti fatti da ricordare ed è assolutamente necessaria una cartina per capire l'ubicazione dei vari eventi.

Utile per chi voglia approfondire le ragioni di una guerra che ha messo a ferro e fuoco i balcani per l'ennesima volta.

Per ordinare i tuoi libri preferiti fai clic qui